Sarinski

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Sarinski non si vorrebbe mai struccare, eppure lo fa.

C’è un momento terribile nella vita di ogni donna, che raggiunge vette di inconsolabile abbattimento nella vita di ogni donna pigra: il momento di struccarsi.
Alla fine di una giornata lunga o di una serata impegnativa, ci si ritrova demolite sul letto o diroccate tra la vita e la morte sul divano: inconsolabili, sfinite, combattute tra il desiderio di fare il proprio dovere e struccarsi come si deve e la voglia di lasciar fare tutto il lavoro sporco (in senso stretto) al cuscino o a volte, peggio, alle lacrime.
Sono rimasta appollaiata sullo sgabello della cucina per lunghi momenti disperati, con la faccia appiccicosa e gli occhi brucianti, con la testa tra le mani e le gambe molli a ciondoloni, riluttante al solo pensiero di dover toccare l’acqua come un isterico gatto idrofobo, cercando di pensare ai più luminosi successi della mia vita per raccogliere le ultime forze e trovare il coraggio di andarmi infine a struccare.
È un momento difficile soprattutto se si è già comode nel proprio pigiama caldo, blisterate come un involtino primavera nel plaid di pile, attratte dal ronzio della tv, coccolate da una tisana bollente o appesantite da duecento biscotti al cioccolato.
Eppure, io ci ho provato ad andare a dormire senza essermi prima struccata; ho ammutinato il rituale serale e ho pensato:
“Dai, sono troppo stanca, solo per questa volta, non succederà niente, nessun terremoto sconquasserà la terra, al massimo domani mattina avrai qualche brufolino in più e la faccia di Rocky Balboa dopo il famigerato quattordicesimo round, forse anche un po’ più brutta, ma sopravvivrai e non racconteremo mai a nessuno di questa brutta faccenda, resterà tra noi”.
Quindi ho provato più volte a mettermi sotto le coperte con le ciglia ancora impiastrate di fumo e mascara e un senso di colpa pesabile in chili ma che, tuttavia, credevo di poter mettere a tacere data la molta stanchezza.
Dieci minuti.
Venti.
Un’ora.
NIENTE.
Il mio cervello, sorprendentemente più responsabile e laborioso di me, non riesce ad addormentarsi con serenità se è a conoscenza del fatto (evidentemente molto grave) di non essermi struccata.
Quindi alzati. Trascinati in bagno. Apri l’acqua. È sempre stata così fredda? Poi il detergente. La manica del pigiama si bagna. Ti cade il tappo. Ti pieghi a raccoglierlo. Sbatti la testa contro il lavandino che eppure sapevi essere sempre stato lì. Ti ricade il tappo. Risbatti la testa. Ti maledici, te stessa e tutta la tua stirpe, per non esserti struccata prima pensando che a quel punto avresti già finito con questa tortura moderna. Ritorni verso il letto pulita e detersa e ti ci schianti con un tuffo carpiato con l’eleganza di un mammut, cadendo nel sonno più tranquillo e profondo, ma questo è un Inferno in terra.
Rilastil durante queste notti di lotta interiore mi è venuta in prezioso aiuto con le Salviettine Struccanti Daily Care, che ho preso l’abitudine di tenere sul comodino per le situazioni di allarmante stanchezza.
Non mi sono mai piaciute le salviettine struccanti, le ho utilizzate solo quando non avevo più davvero valide alternative (o quelle o il detersivo per piatti), mi hanno sempre lasciato la faccia come arsa dalle fiamme, che mi tirava e prudeva, e la brutta sensazione di essere struccata solo per metà e averne tratto più danno che beneficio. Queste sono invece le prime salviettine che io abbia provato che struccano con dolcezza, senza lasciarmi il terribile presentimento che la mia pelle si stia sgretolando sotto il tessuto come le rovine di Pompei. Morbide e soffici, ne basta solo una per struccarsi completamente senza sentire l’urgenza di buttarsi sulla faccia un barile di acqua piovana. Sono pratiche anche da tenere in borsa, per quelle sere in cui può capitare di non tornare a dormire a casa propria e non ci vuole presentare la mattina seguente con l’aspetto in tutto e per tutto simile a quello di Godzilla.
Sebbene questo sia il metodo più comodo e indolore per struccarsi, non è il mio preferito. La mia preferita resta la Soluzione Micellare Daily Care: un detergente che strucca perfettamente viso e occhi senza bisogno di risciacquo. Delicatissima, ne metto la giusta quantità su un dischetto struccante o un batuffolo di cotone e procedo a pulirmi la pelle ancora spiaggiata sulla poltrona come un capodoglio a Varazze. Immagino che la vita sia ancora più semplice per quelle che non sono miopi come me e non perdono le lenti nei bulbi oculari ogni volta che provano a struccarsi.
Quando voglio proprio fare le cose per bene, con indomito coraggio, mi alzo dalla poltrona e mi lavo la faccia con il Gel detergente Daily Care una soluzione trasparente e leggermente schiumogena, specifica per la pulizia di pelli miste, grasse o impure e poi procedo con le mie creme serali abituali.
La bellezza di andare a dormire con un viso perfettamente struccato e sapere di aver fatto la cosa giusta è impagabile, ma la fatica per averlo tale è spossante, è una delle cose che più odio fare, davvero, certe sere preferirei bastonarmi le gengive con una mazza chiodata. Per questo, con l’aiuto di Rilastil, ho messo a punto con la saggezza dell’esperienza una strategia infallibile, semplice ma efficace: mi strucco non appena metto piede in casa. Non cado nel tranello di mettermi a raccogliere i pomodori su Farmville, non cedo alla tentazione dello stalking facile su Facebook, non soccombo al dolce richiamo dei cuscini del letto ma filo dritta in bagno a fare il mio dovere.
Forse una giovane responsabile è in fondo sopita dentro di me, forse il profumo dei prodotti Rilastil è davvero molto buono, ma nonostante la grande fatica ogni sera mi strucco… Mio Dio, quante volte dovrò struccarmi ancora prima di morire?
 
Sarinski