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SARINSKI E L’ABBRONZATURA, UNA LUNGA E TRAGICOMICA STORIA DI AMORE-ODIO

Ricordo molto bene l’Estate del 2011. Giravamo le strade sterrate del Salento su un vecchio maggiolone cabrio, sotto la volta di un cielo blu profondissimo, abbracciati dal frinire assordante delle cicale sugli ulivi e abbattuti da un sole abbacinante ma ingannati da un vento forte ed eterno.
E, infatti, ricordo poi anche molto bene le orrende piaghe dolorose e la pelle di una tonalità di fucsia disturbante alla vista, le spalle flagellate da centinaia di bolle e le mani gonfie come guantoni da forno. Una bruciatura infernale, un male indescrivibile, una settimana di pianto disperato.
Non dimentico nemmeno l’Estate del 2012. Ero addormentata su di una boa del Mar Ligure, cullata da un leggero sciabordio, accarezzata da una brezza delicata e salmastra, sola con i miei pensieri e gli schiamazzi ovattati dalla riva a tenermi compagnia.
Tre notti e tre giorni senza riposo e senza sonno, palpebre tumefatte, aspetto grottesco, una scottatura che non lasciava tregua alla pena; respirarmi vicino era fonte di sofferenza inesprimibile, sfiorarmi con l’aria una frustata violenta, toccarmi sicuro svenimento. La pelle si beveva litri e litri di doposole che, poverino, cercava di assolvere il suo compito lenitivo come poteva, ma sarebbe stato più appropriato l’intervento d’urgenza di un chirurgo plastico.
Il risultato della mia esposizione solare insanabilmente irresponsabile erano poi eritemi di varia natura e foggia, lentiggini sempre nuove, abbronzatura a macchia di leopardo, texture epidermica porpora con punti di cremisi intenso, desquamazione poderosa seguita da subitaneo e rinnovato pallore mortale, maglietta perenne dal sapore turistico tedesco, terrore dei raggi solari, fuga da ogni fonte di luce naturale.
E tanti saluti ai sogni gloriosi di un’abbronzatura perfetta e intensa da lasciare scolorire durante tutto l’Autunno.
Quest’anno NO. Quest’anno ho detto NO al centro Grandi Ustioni e ho iniziato a crederci per tempo. Ho sempre avuto questa convinzione paradossale che per andare ad abbronzarsi ci si dovesse prima abbronzare, quindi, ho iniziato durante il Maggio gelido di questo 2013, quando ancora le onde e le spiagge erano lontane stelle comete, a prendere gli integratori alimentari ricchi di Betacarotene, Vitamina E e Selenio Rilastil Sun System Capsule.  Sono piccole pasticche marroni - il beneaugurato colore cui spero di avvicinarmi, ma anche un timido beige andrebbe tutto sommato bene – che ho assunto una volta al giorno, bagnandole con abbondante succo ACE nell’ingenua convinzione di andare più sul sicuro. Mi è capitato spesso di assumerle bevendo in piedi sul piccolo balcone della cucina, unica e solitaria penisola esterna della mia casa, con lo sguardo carico di odio e il cuore gonfio d’invidia per il terrazzo dei vicini, un belvedere grosso come la Toscana lasciato inutilizzato a impolverarsi. Ho scosso la testa con disapprovazione mentre m’immaginavo sdraiata sul loro lettino sbiadito dal sole e ho cercato un posto per abbronzarmi nella città di cemento. Ho provato con le piscine pubbliche e i parchi, ma non sono una ragazza avventurosa e non amo né l’aria aperta né il caldo né l’Estate, che sopporto con grande sforzo solo su una sabbia finissima, quindi ho fatto quello che qualsiasi altra ragazza di belle speranze avrebbe fatto: ho iniziato con i lettini e le lampade tri-facciali per preparare la pelle all’esposizione solare e impedire l’infausta ustione. Ma non ci sono andata disarmata, no. Prima di tutto, non mi farei vedere struccata neanche da mia madre, per questo ho utilizzato un prodotto Rilastil che bramavo di provare da lungo tempo: Sun System SPF 50+ Color Comfort Fluid. È un’emulsione fluida colorata che difende dalle radiazioni dannose, protegge la pelle dall’invecchiamento precoce e soprattutto nasconde imperfezioni e occhiaie; preziosa alleata in quei primi giorni di esposizione in cui presentarsi senza trucco in spiaggia è ancora mortificante, ottimo ponte verso il primo incarnato dorato e secondo me può essere utilizzata anche di sera per uniformare il colorito. Molto bene questo Color Comfort Fluid, per me molto bene.
Sul corpo ho utilizzato Rilastil Sun System SPF 30+ che, cosa fondamentale, è spray. Ho provato una gioia sincera quando mi sono accorta che non era in crema spalmabile perché ho detestato con tutte le mie forze massaggiarmi in spiaggia con lozioni unte e troppo ricche, scrubbandomi involontariamente con i granelli di sabbia e impanandomi come una Milanese con l’osso. Forse è per questo che mi sono sempre ustionata: per una questione di pigrizia. Con lo spray invece è tutto molto più semplice e rapido e ogni punto del corpo facilmente raggiungibile, approvo. In uno slancio di entusiasmo ho dato un bacio alla confezione.
Per ora sono passata da un color fango chiaro a un timido grigio roditore, ma domani andrò a farmi un’altra lampada e poi partirò per dieci giorni d'intenso irraggiamento solare, ché a me l’abbronzatura lunare purtroppo non dona per niente. E questa volta, io ci credo. Tornerò come dopo un soggiorno di tre mesi all’Isola dei Famosi. Ci credo. Ho anche già dato una sbirciata ottimista dentro il barattolo di Rilastil Sun System Intensificatore e Prolungatore dell’Abbronzatura: ha un buon profumo e ho intravisto anche una delicata sfumatura di rosa pallido. Speriamo sia l’unica cosa pallida di quest’anno.
Buone vacanze e proteggetevi.

Sarinski