Sarinski

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Sarinski e la cellulite. Episodio 5 – Insegnamenti notturni di vita.

Ieri notte ero insonne. Non che questa sia una novità, sono sempre stata una creatura oscura, ma ieri ero davvero indemoniata. Mi muovevo nel letto come una cavalletta impazzita: elettrica, nervosa, preda di mille angosciosi pensieri. A volte succede che i mostri mi vengano a fare visita nella stanza, quindi, me ne stavo nel letto riflettendo sulle tragedie dell’Universo intero, e più riflettevo cercando di calmarmi più, naturalmente, mi agitavo.
Avevo mangiato come tre uomini adulti e questo mi ostacolava nel trovare una posizione comoda. Prima, ho abbracciato il cuscino. Poi, l’ho sbattuto per terra come se fosse stato il responsabile ultimo delle tragedie cui stavo pensando. Dopo, l’ho ripreso, ci ho messo la testa sotto, mi sono data dei pugni in faccia nel tentativo di stordirmi e ho anche cercato di perdere i sensi strozzandomi con le lenzuola con un nodo di fantasia. A seguire, lo slancio fisico: mi sono sdraiata al contrario, ho tirato le gambe su, calcolando approssimativamente le dimensioni del letto ho fatto una capriola e ho rischiato il decesso prematuro precipitando con uno schianto sordo sul pavimento. Cieca nel buio, mi sono riarrampicata dolorante e ho quindi tentato un approccio più cerebrale: ho pensato alle nuvole, agli angeli, alle piume soffici, a cuscini più comodi, a dolci ninnananne, a tiepide serate estive, ad amori passati.
Errore da principiante quello di pensare ad amori passati: non fatelo.
Infine, demoralizzata e sfinita, ma ancora spiritata, ho optato per una posizione più elegante: mi sono messa a pancia in su e ho accavallato le gambe. Mi sono passata distrattamente le mani sulle cosce e…
NIENTE BUCHI.
Una coscia liscia, perfetta, tesa. Oddio: un miracolo! Forse, suggestionata dalla pancia piena, mi aspettavo di toccare le gambe di un troll di caverna, invece stavo accarezzando la versione migliore mai avuta delle mie cosce. Ho ritoccato, avanti e indietro, giusto per esserne davvero sicura.
La tentazione a quel punto è stata troppo forte: mi sono alzata dal letto, ho acceso la luce e mi sono controllata con lo zelo di un chirurgo plastico.  Ok, non ero perfetta. Ci sono ancora ombre sotto il mio sedere, che nella mia testa complessata vedo ancora più scure. Se smettessi di fumare e non mi scordassi di bere forse andrebbe ancora meglio. Magari una corsetta Sarinski falla ogni tanto, quando ti capita, ma mi sono ritrovata dopo otto settimane di trattamento Rilastil Lipofusion a non provare lo schifo totale per me stessa davanti allo specchio cui mi ero ormai debolmente arresa. La Cellulite, la Nemica, non è stata sconfitta del tutto, forse sono geneticamente destinata ad averla per tutta la vita, a differenza di altre più fortunate di me, ma di sicuro con tutte le volte che ho vinto la pigrizia e mi sono messa e la crema e il gel e lo scrub e le fiale le ho inferto una bella stoccata.
E lì, davanti allo specchio, nel mezzo della notte, ho capito una cosa importantissima: ho capito che prendersi cura di se stesse deve essere una scelta di vita e non solo la scelta di otto settimane. Può sembrare un pensiero davvero molto semplice, ma io non lo avevo ancora fatto e ha cambiato il mio modo di vedere le cose con rinnovata energia.
Adesso che ho finito il trattamento non smetterò di usare i prodotti che ho utilizzato nelle ultime settimane: Rilastil Lipofusion Integratore Alimentare Capsule mattina e sera, Rilastil Lipofusion Gel Crema e Crema Notte, Rilastil Lipofusion Gel Doccia Esfoliante e Rilastil Lipofusion Concentrato in Fiale.
L’estate è alle porte e notti stellate, barbecue in spiaggia, bikini e Margarita al pompelmo e non cosce alla buccia di arancia mi aspettano.
Mi sono riaddormentata felice.

Sarinski