Sarinski

Blogger Rilastil

Sarinski e la cellulite. Episodio 1.

Raramente richiudo il tappo del dentifricio. Quasi mai ripongo l’ombrello asciutto nel suo piccolo fodero. La busta dei trucchi è ancora da pulire. Il vestito sempre da riappendere. Le foto sul computer tutte da rinominare. La borsa un casino costante, un cosmo accentratore di caos che ingloba ogni cosa. Le tazze restano sporche di caffè nel lavello giusto il tempo in cui Giove riesce a compiere un’intera rivoluzione intorno al Sole. Da mesi devo sistemare il cassetto delle mutande e da anni devo sistemarmi il sedere.
Sì, il sedere, perché da anni la Cellulite ristagna appena lì, sotto la curva delle mie chiappe, ancorata, fiera, resistente e orgogliosa, rivendica il suo posto nel mio mondo. La odio, lo faccio con tutta me stessa, con tutti i parei dalle fantasie di dubbio gusto che in spiaggia mi sono dovuta legare intorno alla vita, con tutti gli shorts di jeans che mi sono negata per evitare la derisione pubblica, con tutte le volte in cui ho detto: “Senti, ma non è che possiamo spegnere la luce?”.
L’ho odiata, ma non l’ho mai combattuta per davvero e non sono mai corsa a risolutivi ripari. L’ho accettata come già invincibile, ho sperato che, non facendo assolutamente niente, un giorno, il Karma mi avrebbe ripagata facendola sparire per incanto da un momento all’altro.
Nonostante la mia ingenua fiducia nelle Leggi dell’Universo, contro ogni aspettativa e molto stranamente, la Cellulite è ancora tutta lì, insieme alle foto, alle tazze, ai vestiti da riappendere.
Insomma, nessuno è mai dimagrito mangiando cioccolata.
Ci voleva dunque una motivazione davvero forte per convincere me, la regina incontrastata della procrastinazione, il comandante in prima del posticipo, la campionessa in carica della proroga, a scendere finalmente a patti chiari contro la temibile pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica per sconfiggerla una volta e per sempre.
La motivazione è stata finalmente trovata. La mia motivazione più vera e profonda sono, come quasi sempre ultimamente, le mie lettrici, voi. Quando Rilastil mi ha contattata per offrirmi la straordinaria opportunità di diventare blogger ufficiale, ho pensato che non avrei più avuto scuse. Nessun cavillo. Nessuna balla. Nessun pretesto. Da sola posso arrivare a prendermi cura di me stessa fino a un certo punto - o la Cellulite non sarebbe dove si trova saldamente ora – e lo faccio ma quando siamo insieme ho invece a chi dover rendere conto della mia condotta.
Ed è proprio questo che sto già facendo attraverso il mio profilo Twitter aggiornandovi con le mie applicazioni da ormai tre lunghissimi giorni (stiamo parlando di record storico) di Rilastil Liporeducer Crema Rimodellante, che brucia come l’Ade, e Rilastil Lipofusion Gelcrema e Rilastil Lipofusion Concentrato in Fiale, gelidi invece come le steppe siberiane durante i giorni della Merla.
Sempre, ogni giorno, con la costanza e la dedizione di un religioso e l’entusiasmo di un bambino twitterò quando, come e con quale ferma convinzione combatto il nemico comune della donna moderna: la Cellulite.
Faccio dunque la promessa, solenne e formale, di applicare sempre le mie creme. Pena: la perdita di credibilità e il giro dell’isolato senza pareo.
Quando non avrò voglia di farlo, perché sarò pigra, perché farà caldo, perché farà freddo, perché è così difficile alzarsi dal divano che ti sprofonda verso il centro della terra, penserò che ho fatto una promessa. La promessa di prendermi cura di me stessa e, nel mio piccolo, di prendermi cura di chi mi segue con tanto affetto.
Senza saltare un appuntamento, conto che, insieme, incoraggiandoci a vicenda, condividendo i rispettivi progressi, scattando verso i tubetti al primo tweet, possiamo essere prontissime per la prova costume.
È Febbraio, la prova costume è già praticamente QUA.
Ci risentiamo su Twitter e qui per il secondo episodio tra un paio di, prima brucianti e poi gelide ma senz’altro efficaci, settimane.

Sarinski