Sarinski

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CON IL SENO RIFATTO SONO BRAVE TUTTE, MA LE ALTRE?

Dal momento in cui ci siamo accorte per la prima volta che la maglietta aveva iniziato a tirare all’altezza del petto, è stato un continuo guardarci allo specchio, di profilo, trattenendo il fiato, gonfiando il torace, controllando con sguardo torvo e sospettoso la zona.
E dal quel preciso momento sono iniziati i problemi, almeno i miei.
Che sia piccolo o importante, raramente ho incontrato donne pienamente soddisfatte del proprio seno; è facilissimo, infatti, riuscire a percepire uno strisciante senso di frustrazione generale sull’argomento: come per chi ha i capelli ricci e li vorrebbe lisci, spesso chi ha il seno grande lo vorrebbe piccolo e viceversa. Non siamo mai contente, è la nostra natura tormentata.
Il destino di portare una taglia contenuta a volte è triste. I continui paragoni con tavole, pali e assi non faranno mai sentire la loro mancanza. Guardare le foto di amiche (o, peggio, nemiche) più dotate farà sempre un po’ male e i confronti, osservandosi con il mento appoggiato sul petto e il naso puntato all’ingiù, saranno inevitabili. Un momento di bruciante vergogna precederà sempre quello in cui i top saranno finalmente fatti cadere sul pavimento. C’è chi ha provato (e non faccio nomi) a scavalcare i reggiseni imbottiti per passare direttamente a delle grosse arance mature sotto le magliette… Stranamente non ha funzionato, purtroppo che fossero solo arance era fin troppo evidente.
Anche per le più fortunate, per quelle dalla quarta in su, la vita non è facile. Non possono mangiare i pop-corn sul divano senza riempiersi il reggiseno di briciole e sale. I commenti, che vorrebbero forse essere maldestri complimenti ma che in realtà saranno solo mortificanti battute, si sprecheranno. La Gravità presto si manifesterà in tutta la sua abbassante forza. Non sempre i vestiti cadranno a pennello. Correre sarà un incubo. Anche stare sdraiate a pancia in giù potrebbe rivelarsi difficile.
È un continuo alzare e abbassare di braccia, un ininterrotto tastamento, una costante palpata, un test della matita via l’altro. Insomma, è dura, perché con le tette rifatte sono brave tutte, ma le altre? Ma noi?
Per noi ci sono i massaggi, le spugnature sotto l’acqua ghiacciata, la spietata ginnastica, spesso anche le preghiere, ma soprattutto c’è Rilastil.
Io ho iniziato alcuni mesi fa a usare due prodotti: Rilastil Seno Fiale e Rilastil Seno Crema Concentrata.
Le Fiale sono indicate per un trattamento urto liftante e rassodante di 20 giorni e per proseguire poi con il mantenimento per altri 30 utilizzando una fiala a giorni alterni. Si assorbono molto rapidamente, per questo io le applico la mattina prima di vestirmi, quando ho una fretta indemoniata, non mi ricordo più neanche come mi chiamo e tutto quello che tocco sembra irresistibilmente portato alla rottura da una forza misteriosa e soprannaturale che mi fa sempre arrivare in ritardo. Non è colpa mia, è la forza.
La Crema Seno Concentrata la posso invece mettere con più calma la sera, anche se non è necessario protrarre il massaggio a lungo. Ha un buon profumo e secondo me anche un leggero effetto esfoliante.
Non ho mai saltato un giorno e osservandomi, sempre di profilo, sempre sospettosa, sempre trattenendo il fiato, mi sembra che il seno sia più alto e più pieno.
La mia motivazione si è irrobustita del tutto quando un’amica, osservandomi, mi ha detto: “Sara, mi sembra che tu abbia le tette più grosse, più tonde”.
Esultanza, giubilo e vittoria per una terza scarsa come me!
Ok, per una seconda piena, va bene.
Il nemico comune di piatte e maggiorate resta però uno: le temibili smagliature, ed è necessario restare unite e fare fronte compatto su questa difficile questione. Le smagliature sono cicatrici della pelle resistenti e vistose, che devono essere soprattutto prevenute. Per questo, una volta la settimana, io non direi che mi spalmo la crema, direi piuttosto che mi glasso con Rilastil Smagliature Crema come farei con il frosting di un cupcake. Forse dovrei usare anche una spatola da cucina per rimuovere il prodotto, tanto ne uso. È molto difficile avere la costanza di prendersi cura di un problema che non è ancora manifesto e che potrebbe presentarsi, ma io non voglio restare indietro e soprattutto non voglio restarci striata come una zebra e per giunta come una zebra con le tette piccole. Non voglio che nessuna di noi lo faccia perché la nostra bellezza è il risultato delle nostre azioni quindi, coraggio, tutte, assi e prosperose, andate a mettervi la crema.

Sarinski